Descrizione
L’omologazione è un provvedimento con il quale un’autorità pubblica dichiara valido e conforme alla legge un determinato atto o dispositivo, previo controllo delle condizioni sostanziali e procedurali prescritte per il suo compimento. Dall’omologazione scaturisce l’efficacia giuridica dell’atto o dello strumento, poiché essa racchiude la verifica formale sulla legittimità e sulla rispondenza ai requisiti previsti dalle norme.
L’art. 142, comma 6, del Codice della Strada prescrive che le apparecchiature destinate al controllo elettronico della velocità debbano essere «debitamente omologate». In virtù del principio di specialità, a tali dispositivi non si applica la formulazione generica di cui all’art. 45, comma 6, del C.d.S., che disciplina in via generale:
«[…] i segnali, i dispositivi, le apparecchiature e gli altri mezzi tecnici di controllo e regolazione del traffico, nonché quelli atti all'accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni […] soggetti all'approvazione od omologazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti […]»
La regola dell'ordinamento vuole che la norma specifica (art. 142, comma 6, riferito espressamente agli autovelox) prevalga sulla norma generale (art. 45, comma 6, che si riferisce indistintamente a qualsiasi elemento o supporto, come pali, staffe di fissaggio, viti o contenitori).
L’omologazione viene rilasciata a un esemplare campione, al quale tutti i dispositivi di serie (nel nostro caso, gli autovelox) devono poi corrispondere in qualità di copie conformi.
La procedura segue una logica del tutto analoga a quella dell'omologazione dei veicoli (sebbene eseguita da dicasteri o uffici differenti). Quando una casa automobilistica intende immettere un nuovo modello sul mercato, deve sottoporre il veicolo campione alle prove di omologazione affinché l'Ente Pubblico ne verifichi la totale rispondenza alle leggi dello Stato — cosa che non avviene con la semplice "approvazione", con la quale lo Stato si limita ad apprezzare o condividere una scelta tecnica del fabbricante.
Per fare un esempio pratico: se la casa automobilistica Opel decide di omologare il modello Kadett, costruisce due esemplari identici (telaio 1 e telaio 2) e li presenta alla Motorizzazione. L'ente verifica l'identità dei due esemplari e la conformità del veicolo 1 alle leggi vigenti (ad esempio, l'assenza di sostanze vietate come l'amianto nei componenti, condizione che altrimenti ne impedirebbe l'omologazione). A seguito dei controlli, viene rilasciato il documento ufficiale di omologazione recante una codifica univoca.
Il costruttore apporrà tale codice di omologazione sul certificato di conformità di ciascun veicolo di serie prodotto, attestandone la rispondenza al modello omologato. Tuttavia, la sola dichiarazione di conformità non abilita direttamente il mezzo alla circolazione: occorre presentare il certificato al P.R.A. e alla Motorizzazione per ottenere la carta di circolazione (oggi Documento Unico), l'unico titolo che legittima l'uso del veicolo su strada.
Nel certificato di conformità, il numero di omologazione si collega direttamente alla carta di circolazione e al veicolo tramite il numero di telaio punzonato sulla carrozzeria. Allo stesso identico modo, ogni singolo autovelox richiede la propria specifica conformità a un prototipo regolarmente omologato per poter svolgere attività accertativa legittima.
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