Torna alle news
Articoli e Opinioni

Omologazione e Approvazione degli Autovelox: La Distinzione Giuridica Spiegata

Opinione personale dell’autoreQuesto contenuto esprime considerazioni personali e si distingue dalle informazioni fattuali e dai riferimenti normativi.

Analisi della netta differenza tra omologazione del prototipo e approvazione dei singoli apparati, dal parere della Crusca e il parallelismo con le auto fino all'ordinanza di Cassazione 10505/2024.

La Distinzione tra “Omologazione” e “Approvazione” nella Rilevazione della Velocità

Nel diritto amministrativo e nella disciplina della circolazione stradale, la differenza tra Omologazione e Approvazione non è una semplice sfumatura linguistica, ma attiene alla sostanza giuridica degli atti. Tale principio trova conferma sia sul piano semantico, come evidenziato dall'Accademia della Crusca attraverso il parere del Prof. Federigo Bambi (esperto di lingua giuridico-amministrativa), sia sul piano giurisprudenziale e normativo (cfr. Corte di Cassazione, Ordinanza n. 10505/2024).

1. Definizione e Profili di Competenza

• Omologazione (Modello / Prototipo):

È il provvedimento con cui l'autorità accerta e convalida ufficialmente la conformità di un modello/prototipo alle norme di legge e ai requisiti tecnici previsti, conferendogli validità ed efficacia giuridica originaria.

o Quadro normativo e competenze: Richiesta dall'art. 142, comma 6, del Codice della Strada (C.d.S.) e improntata alla normativa sulla metrologia legale (L. n. 273/1991), la competenza per l'omologazione dei modelli di strumenti di misurazione spetta al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ex MISE).

• Approvazione (Singoli Apparati):

È l'atto amministrativo che incide sull'efficacia e sull'eseguibilità concreta dello strumento. Non valuta la conformità astratta del modello, ma autorizza l'uso operativo delle singole apparecchiature prodotte in serie e distribuite.

o Quadro normativo e competenze: Prevista dall'art. 345, comma 2, del Regolamento di Esecuzione del C.d.S., l'approvazione è di competenza del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) e stabilisce le modalità operative del dispositivo, inclusa l'applicazione della riduzione del 5% per tolleranza strumentale (con un minimo di 5 km/h).

Dall'analisi congiunta emerge che i due termini non sono equivalenti né fungibili: l'approvazione non può mai sanare la mancanza di un'omologazione a monte.

2. Parallelismo con l'Immatricolazione dei Veicoli

Per comprendere la portata pratica di tale distinzione, è utile il confronto con la procedura per la messa in circolazione degli autoveicoli:

1. Omologazione del Modello: La casa automobilistica sottopone un prototipo a verifiche ufficiali e ottiene un decreto e uno specifico numero di omologazione unico per quel tipo di veicolo (ad esempio: OM51543EST60).

2. Dichiarazione di Conformità: Il costruttore dichiara sotto la propria responsabilità che i singoli esemplari prodotti in serie (identificati univocamente dal numero di telaio, ad es. W0L000039G5109128, W0L000039G5109129, ecc.) sono conformi al modello omologato e recano tutti lo stesso numero di omologazione di riferimento (OM51543EST60).

3. Approvazione e Immatricolazione del Singolo Esemplare: La sola dichiarazione di conformità con il numero di omologazione non consente al singolo veicolo di circolare su strada. È indispensabile il successivo passaggio presso la Motorizzazione Civile (M.C.T.C.) per l'immatricolazione, l'assegnazione della targa e il rilascio della carta di circolazione, che rendono operativo e legittimo l'uso dello specifico veicolo sul suolo pubblico.

In modo analogo, per gli strumenti di rilevamento della velocità (Autovelox, Tutor, Telelaser):

• L'omologazione deve riguardare il modello/prototipo (MIMIT).

• Per ogni apparato riprodotto ed identificato da una matricola univoca, il costruttore emette il relativo certificato di conformità, che deve essere consegnato all'attuale MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) affinché questo rilasci amministrativamente il certificato di approvazione per il suo concreto utilizzo operativo, proprio come si rilasciano le carte di circolazione per i veicoli.

• L'approvazione deve riguardare il singolo apparato utilizzato dagli organi accertatori, contrassegnato da una propria matricola univoca (MIT).

• Grazie a questa procedura, il MIT è perfettamente a conoscenza dell'identità del soggetto accertatore (Comune, Polizia Stradale, ecc.) che possiede e impiega un determinato dispositivo. Ciò consente al Ministero di esercitare l'attività di vigilanza e controllo prevista dall'art. 192, comma 8, del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di Esecuzione del C.d.S.), il quale stabilisce:

«Il fabbricante assume la responsabilità del prodotto commercializzato sulla conformità al prototipo depositato e si impegna a far effettuare i controlli di conformità che sono disposti dall'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.»

Solo attraverso il possesso formale della dichiarazione di conformità e della registrazione della singola matricola, l'organo ministeriale può concretamente disporre ed eseguire tali controlli di conformità.

3. Conseguenze sulla Legittimità dei Verbali

1. Assenza di Omologazione Originaria:

Nessuna circolare, parere informale o disposizione dirigenziale interna può sostituire o equipararsi al Decreto Ministeriale di omologazione previsto dalla legge. Come confermato dalla Corte di Cassazione (Ord. n. 10505/2024), omologazione e approvazione restano procedure distinte con presupposti autonomi.

2. Inapplicabilità della Tolleranza e Nullità del Verbale:

In mancanza della debita omologazione del modello e della regolare approvazione del singolo dispositivo con matricola, l'apparecchiatura non può essere legittimamente impiegata per l'accertamento delle infrazioni. Di conseguenza, l'applicazione della tolleranza strumentale del 5% risulta priva di fondamento giuridico, determinando l'illegittimità e la conseguente annullabilità dei verbali redatti.

Torna alle news Richiedi assistenza
Altri contenuti

Potrebbe interessarti anche

Decreti salva-multe e autovelox: la scorciatoia amministrativa che ferisce la metrologia e il dirittoArticoli e Opinioni

Decreti salva-multe e autovelox: la scorciatoia amministrativa che ferisce la metrologia e il diritto

Un'analisi critica sul recente Decreto Ministeriale 125/2026 e sulle procedure di censimento usate per sanare ex post la mancata omologazione degli autovelox. Tra aporie giuridiche e disparità di trattamento, ecco perché le sanatorie amministrative non possono sostituire i controlli tecnici e la certezza del diritto previsti dalla legge.

Leggi di più : Decreti salva-multe e autovelox: la scorciatoia amministrativa che ferisce la metrologia e il diritto